Molinard
Molinard racconta la storia della profumeria e di Grasse.
Elemento essenziale nel gioco della seduzione, il Profumo invita al sogno e all’evasione dei sensi.
La storia della profumeria s’intreccia nel mediterraneo con la storia ufficiale. L’uso dei Profumi era infatti legato ai riti religiosi ed era parte integrante della vita quotidiana dell’epoca. Gli avvenimenti del passato ci hanno tramandato le prime magiche combinazioni tra le essenze orientali più antiche: il Gelsomino di Cina, la Rosa d’Ispahan, il Cedro del Libano, il Legno di Sandalo, l’Incenso, la Mirra, il Patchouli, il Vetiver.
Maria Maddalena dopo aver lavato i piedi di Gesù li asciugò con i capelli e li cosparse d’olio profumato. Ecco perché Maria Maddalena è oggi conosciuta come la protettrice dei profumieri. I riti profumati e propiziatori della Regina di Saba, di Cleopatra e le usanze di Greci e di Romani hanno scritto la preistoria della profumeria. Ma la svolta avvenne all’epoca delle Crociate quando Filippo Augusto, Re di Francia, diede il privilegio esclusivo di preparare creme ed unguenti ai “Maîtres Gantiers”, che furono poi riconosciuti in Corporazione a metà del 1600 e da quel momento in poi, chiamati, “Maîtres Gantiers Parfumeurs”.
A Grasse, una piccola città medievale del sud della Francia, l’attività principale verteva essenzialmente sulla produzione e sulla conciatura delle pelli. Il cuoio veniva trattato in modo assolutamente unico, utilizzando una polvere di mirto e pistacchio che donava una colorazione verde ed una morbidezza eccezionale. Con il Rinascimento, esplose la moda dei guanti ed alla fine del XVI° secolo, i guanti di Grasse erano conosciuti in tutta Europa per la loro morbidezza e il loro profumo particolare. Nasce così la profumeria a Grasse!
Il XVIII° secolo vide l’evoluzione delle “guanterie” in “Profumerie”. La cittadina di Grasse divenne facilmente la capitale della profumeria mondiale perché molti fiori, da cui trarre le essenze, crescevano spontanei: la tuberosa, la mimosa, il narciso, e la rosa. Il gelsomino pur essendo originario dell’Asia, si acclimatò
perfettamente a Grasse, tant’è che qui viene chiamato da tutti “La Fleur”.
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